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STUDIARE E’ UN DIRITTO: PARTE LA CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO NELLA REGIONE LAZIO!

Siamo studentesse e studenti che ogni giorno vivono la città per studiare, lavorare, divertirsi. Siamo fuorisede, romani, pendolari, costretti a pagare cifre spesso elevatissime per una stanza, per i trasporti, per i cinema. Viviamo ogni giorno sulla nostra pelle una precarietà causata da un welfare sempre più inesistente, incapace di supportarci durante il nostro percorso formativo.

Siamo consapevoli che tanti e tante non ce l’hanno fatta a iniziare o continuare l’università per motivi economici: basta pensare infatti al forte calo delle immatricolazioni avvenuto negli ultimi anni a causa degli innumerevoli tagli ai finanziamenti per il diritto allo studio universitario.

Parte oggi una campagna che permetta a tutti gli studenti e a tutte le studentesse di riprendere parola sui loro diritti, sull’accesso all’università, sulle condizioni del diritto allo studio universitario nella nostra regione, sulla loro vita nella nostra città.

Prendiamo parola perchè riteniamo non più rimandabile l’approvazione della Legge Regionale sul Diritto allo Studio, per superare finalmente il commissariamento dell’ente Laziodisu e ripristinare una gestione democratica e trasparente dei servizi. Noi studenti e le studentesse vogliamo infatti poter tornare a prendere parola e a decidere, tramite una rappresentanza protagonistica, sui nostri diritti fondamentali, promuovendo un diritto allo studio inclusivo e un’Università accessibile a tutti e tutte.

Qui la nostra piattaforma:

TASSAZIONE 

Con la legge di stabilità il governo ha istituito, per tutte le università, una NO TAX AREA per studenti e studentesse con ISEE fino a 13.000 euro, che saranno esentati dal pagamento delle tasse universitarie a partire dall’anno accademico 2017-2018. Si tratta di un piccolo passo in avanti in materia di accesso all’istruzione, sicuramente non sufficiente. In tantissimi atenei italiani gli studenti e le studentesse si stanno infatti mobilitando per far sì che nei regolamenti tasse delle singole università venga ampliata la soglia di esenzione prevista dalla legge, almeno fino a un Isee di 23.000, sul modello bolognese.E’ necessario però ribadire che La no tax area, rivendicazione storica di Link, non può essere fatta pagare agli studenti non inclusi in essa, ma deve essere un passo in avanti verso un’università gratuita per tutte e tutti.
Gli atenei del Lazio istituiscano e amplino la NO TAX AREA e modifichino il sistema di tassazione in un’ottica quanto più possibile progressiva, che gravi il meno possibile sulle prime fasce.

TRASPORTI

Noi studenti e studentesse viviamo quotidianamente i disagi causati da un trasporto pubblico carente, costoso e di scarsa qualità.
Crediamo che il trasporto pubblico non sia semplicemente un servizio, che l’istituzione può o meno garantire al cittadino in varie modalità, ma sia un diritto fondamentale della vita di ciascuno. L’esistenza o meno del trasporto pubblico, la sua capillarità, la sua qualità, il prezzo e l’accessibilità non sono semplici variabili di mercato o amministrative, ma ciascuna di esse incide in profondità nella vita delle persone, contribuendo in maniera determinante ad ampliare o diminuire le disuguaglianze sociali.
Riteniamo inaccettabile che il trasporto pubblico nella capitale sia fortemente depotenziato nei quartieri più periferici, dove spesso sono collocati gli studentati universitari e dove vivono migliaia di studenti; chiediamo quindi il raddoppio dei trasporti su gomma tra periferia e centro, un’implementazione del trasporto su rotaia e l’introduzione di un abbonamento gratuito per soggetti in formazione mensile e annuale, integrato con le tratte Cotral e Trenitalia utilizzate dai pendolari, affiancato ad un abbonamento fasciato in base al reddito per il resto della cittadinanza.

ABITARE

Siamo studenti e studentesse fuorisede che pagano prezzi esorbitanti, spesso in nero, per stanze fatiscenti e lontane dagli atenei. Siamo studenti e studentesse in sede che vorrebbero emanciparsi dal nucleo familiare, ma non se lo possono permettere. Siamo studenti e studentesse borsisti nelle residenze universitarie, mal collegate con l’università e spesso carenti dei servizi fondamentali.
Chiediamo a gran voce il reimpiego del patrimonio comunale, oltre che per le migliaia di persone oggi in emergenza abitativa, anche a favore degli studenti, attraverso sia la strada degli affitti calmierati che la cessione di stabili all’Ente Regionale per il Diritto allo Studio, al fine di mettere a disposizione nuovi studentati. Per questo, esprimiamo forte contrarietà nei confronti di chi propone la messa a reddito del patrimonio pubblico. Pretendiamo, inoltre, una seria politica di contrasto all’affitto in nero, e di calmieramento del mercato degli affitti di camere, attraverso desk comunali e agevolazioni.

CULTURA

Siamo studenti e studentesse che vorrebbero vivere la città e le sue iniziative culturali andando a teatro, al cinema, alle mostre. Ma i prezzi elevati sono un serio ostacolo.
Secondo noi la città è di per sè luogo di creazione di esperienze culturali e quindi di apprendimento costante. Partendo infatti dalla cultura popolare radicata nei nostri quartieri, passando per gli spazi autogestiti fonte di produzione culturale dal basso, per la presenza di cinema, teatri concerti, fino ad arrivare alla grande quantità di beni culturali presenti all’interno della città di Roma, è necessario interrogarsi sia sulla difesa di tutte quelle esperienze di produzione culturale, sia ragionare sulla necessità di una accessibilità universale a tutti i luoghi di cultura.
Per questo chiediamo la gratuità dell’accesso ai beni culturali e archeologici e agevolazioni per i consumi culturali, dai cinema ai teatri, dai libri alla musica.

CARO LIBRI

Siamo studenti e studentesse che non si possono permettere di spendere centinaia di euro a semestre per i libri di testo per gli esami. Riteniamo inaccettabile che le biblioteche universitarie forniscano pochissime copie di tali libri, a fronte di centinaia di studenti che devono sostenere l’esame, e che troppo spesso i docenti pretendano di visionare copie originali dei propri testi, impedendo in modo illegittimo di acquistare copie usate.
L’uso di libri di testo non può essere un privilegio di pochi fortunati: pretendiamo l’abbattimento dei costi di acquisto, l’implementazione delle copie a disposizione nelle biblioteche, sperimentazioni su file-sharing, comodato d’uso e copy left.
SPAZI STUDIO
Siamo studenti e studentesse che vagano ore all’interno della facoltà per trovare una postazione dove studiare, che non riescono a entrare nell’aula per la lezione a causa della mancanza di posti liberi. E’ evidente la conseguenza di anni e anni di tagli all’istruzione pubblica: strutture fatiscenti, posti insufficienti. Pretendiamo che gli atenei e l’amministrazione comunale e regionale inizino a lavorare in sinergia per la moltiplicazione degli spazi di studio, condivisione di sapere, produzione di cultura, mettendo in campo sperimentazioni congiunte su aperture prolungate di biblioteche e spazi studio e forme innovative di cogestione e autogestione.

LEGGE REGIONALE

Come Link Roma riteniamo estremamente positivo l’avvio della discussione della proposta di legge regionale sul diritto allo studio, considerando della massima urgenza procedere alla riforma dell’ente regionale, per ripristinare la democrazia e la partecipazione studentesca. Infatti dal 2013 i servizi vengono gestiti da un Commissario straordinario in sinergia con tecnici dell’ente e con l’assessorato regionale, con cui è possibile interloquire tramite incontri. La mancata presenza dei rappresentanti degli studenti negli organi decisionali comporta una grave diminuzione delle possibilità di monitoraggio, reperimento di dati, sollecito in caso di ritardi e capacità di incidere nelle decisioni.
Valutiamo positivamente alcuni spunti innovativi presenti nella legge regionale – che non possono rimanere solamente buoni propositi – legati alla volontà di incrementare le risorse, al sostegno a studenti lavoratori e genitori, al potenziamento delle strutture residenziali e del sostegno abitativo, alla promozione di forme di partecipazione degli studenti fruitori dei servizi, al potenziamento di sperimentazioni di autogestione e cogestione di beni e servizi.
Condividiamo la legittimazione e valorizzazione del diritto alla conoscenza, che concepisca il diritto allo studio non come mera erogazione monetaria, destinata a una piccolissima fetta di studenti, ma come complessivo diritto al welfare, quindi alla mobilità, all’abitare, all’accesso alla cultura, alla salute; diritti che riguardano tutta la componente studentesca e laureati ancora a cavallo tra formazione e lavoro.
Inoltre, apprezziamo gli emendamenti proposti dalla giunta, in linea con le nostre richieste, che inseriscono un rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione – numero però a nostro parere del tutto insufficiente – una consulta studentesca che formuli pareri obbligatori, forme di supporto per redditi medio-bassi e per ibridi studentesco-lavorativi.
Nonostante questi aspetti positivi è fondamentale apportare delle modifiche all’attuale testo della legge riguardanti un implemento della democrazia e la partecipazione studentesca e volontà di intervento nell’ambito della salute e degli spazi-studio.

#StudiareèunDiritto
#DecidiamoNOI

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